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Shared by Andrea Lazzari

Ahime da nessuna parte . . .

Su La Stampa una analisi dei problemi dell’università. Condivisibile nonostante il titolo troppo enfatico (ma si sa, i titoli li fanno i titolisti e neanche i giornalisti).

La riforma che uccide l’università

Su Il Giornale, un articolo che spara una miriade di luoghi comuni, a cominciare dagli stipendi. Secondo il Giornale io (come ordinario) guadagnerei 10.000 euro al mese per 3 ore di lavoro al giorno. A parte il fatto che il mio stipendio è pubblico è vale circa 3000 euro netti al mese, 5000 lordi (la metà di quello che dice il Giornale), il nostro carico didattico è superiore a quello dei nostri colleghi all’estero. Soprattutto, il Giornale intenzionalmente dimentica che la didattica è uno dei compiti del docenti. Dovremmo fare anche ricerca, scrivere, avere rapporti con imprese. Come succede in qualunque paese del mondo.

Ma evidentemente a Il Giornale interessava solo sollevare l’opinione pubblica contro i mascalzoni nulla facenti dei professori universitari che protestano contro il governo. Con due conseguenze: si delegittima una classe di persone che in qualunque paese sono considerate una risorsa per lo sviluppo e si mettono insieme bravi e cattivi obbligandoli tutti quanti a difendersi.

Dove si pensa di andare in questo modo?

P.S.: Leggetevi bene le considerazioni conclusive dell’articolo su La Stampa.

Qui il riferimento originale

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