BitBlinder – Quando il P2P diventa anonino
Ci troviamo in questi ultimi giorni a dover(ci) tutelare la(dalla) rete (e)dai continui attacchi che i vari governi stanno tentando di mandare a segno.
Sarkozy prima (fortunatamente con scarsa efficacia) e l’attuale governo italiano (utilizzando lo strumento della fiducia come arma contro i dissidenti parlamentari) propongono e riescono a far adottare mezzi di controllo che in altre parti del mondo non stenterebbero a giudicare antidemocratici.
The region registered one status downgrade in 2008, as Italy slipped back into the Partly Free range thanks to the increased use of courts and libel laws to limit free speech, heightened physical and extralegal intimidation by both organized crime and far-right groups, and concerns over media ownership and influence. The return of media magnate Silvio Berlusconi to the premiership reawakened fears about the concentration of state-owned and private outlets under a single leader
Via Freedom House – Press General Report
Ma si sa che tecnica e politica viaggiano su due velocità. Se da un lato si cerca di imbavagliare e/o censurare, dall’altra si tenta di rendere tecnicamente difficile questo processo, come? Presto detto.
Molti conosceranno TOR aka The Onion Router tra i suoi tanti pregi c’è però un difetto “la lentezza“, che rende spesso inutilizzabile il mezzo se non in quei casi in cui la riservatezza è estremamente necessaria, tant’è che il Free Heaven Project sta testando e ridisegnando TOR come venir meno a questo problema.
Se aggiungiamo il P2P a tutta la questione dell’anonimato e della riservatezza l’ordine del problema cresce ulteriormente … entra però in gioco …
Il principio di funzionamento è più o meno “sempre” lo stesso:

Ogni nodo della rete (virtuale) che si instaura conosce solo due interlocutori troncando di fatto la catena delle richieste, nel tempo quindi un peer conosce o la nostra identità ma non la destinazione della nostra richiesta o viceversa il sito di destinazione ma non il richiedente.
Ora direte voi: “E dove sta la velocità?”
Tra le regole “d’oro” per joinare la rete troviamo:
Keep the network fast.
Basically, the more relays in the network, the faster it is for everyone.
If people could use the network without contributing, it would be slow and unusable (see Tor if you don’t believe us).
Besides, no one likes a leech!via Overview
il che lascia presagire l’utilizzo del paradigma di file sharing, “più dai più sarà dato”.
La registrazione al servizio ad oggi è momentanea sospesa, vi darò più informazioni una volta che riuscirò a metterci le mani sopra
Mi raccomando leggete il codice di condotta
Altri link:
TorrentFreak
| Print article | This entry was posted by Andrea L. on 15 June 2009 at 16:25, and is filed under sicurezza, software, tecnologia. Follow any responses to this post through RSS 2.0. You can leave a response or trackback from your own site. |




