Posts Tagged “A/I”

E’ ricominciato il corso di Computer Forensics.
Nei miei soliti esemplificativi voli pindarici (esemplificativi nemmeno poi tanto alle volte), oggi mi sono trovato ad aprire una delle tantissime parentesi che mi capita utilizzare mentre spiego. Non so se è una “buona pratica” ma le trovo utili soprattutto per rilassare un attimo l’audience.

Che centra col topic del post? Bene tenterò di chiuderne una…

Io credo nella IA Forte (dopo tutto c’è chi crede in dio…)

Spesso qui a casa (sono a Camerino in questo momento) succede che pre o post cena si aprano discussioni sul “sesso degli angeli”, quella che in assoluto preferisco riguarda appunto l’intelligenza artificiale forte.

Cito direttamente da Wikipedia qualche dato:

Nella filosofia dell’intelligenza artificiale l’intelligenza artificiale forte è l’idea che opportune forme di intelligenza artificiale possano veramente ragionare e risolvere problemi; l’intelligenza artificiale forte sostiene che è possibile per le macchine diventare sapienti o coscienti di sé, senza necessariamente mostrare processi di pensiero simili a quelli umani. Il termine intelligenza artificiale forte (AI forte, in inglese strong AI) fu originalmente coniato da John Searle, che scrisse:

Secondo l’intelligenza artificiale forte, il computer non sarebbe soltanto, nello studio della mente, uno strumento; piuttosto, un computer programmato opportunamente è davvero una mente
John R. Searle

Trovo difficile riuscire a stilare in poche righe quello che penso ma tenterò di essere conciso dicendo che … secondo me …

I computer un giorno potrebbero avere coscienza ed essere cognitivi
(ecco l’ho detto)

…ma non in un modo che potremmo capire, così com’è avvenuto per noi “l’evoluzione” potrebbe portare per loro diverse forme di percezione, sentimenti e coscienza.

C’è chi sostiene la tesi che in realtà un elaboratore fa esattamente quello per cui è programmato

Egli sostenne che Deep Blue possieda un’intelligenza che difetta riguardo all’ampiezza stessa del suo intelletto. Altri notano invece che Deep Blue è meramente un potente albero di ricerca euristico, e che affermare che esso “pensi” agli scacchi è come affermare che gli organismi unicellulari “pensino” al processo di sequenza proteica; entrambi sono ignari di tutto, ed entrambi seguono un programma codificato al loro interno…

Al contrario, i sostenitori della IA forte teorizzano la vera coscienza di sé ed il “pensiero” per come lo intendiamo ora possano richiedere uno speciale algoritmo progettato per osservare e prendere in considerazione i processi della propria stessa mente. Secondo alcuni psicologi dell’evoluzione gli umani potrebbero aver sviluppato una algoritmo di questo tipo, particolarmente avanzato, specificamente per l’interazione sociale o la mistificazione, due attività in cui il genere umano si dimostra nettamente superiore rispetto ad altre specie.

Come mai oggi la IA forte non è stata “realizzata” che tassello manca al puzzle? Una Simulazione computerizzata del modello cerebrale umano

Questa sembra essere la via più veloce per realizzare un’intelligenza artificiale forte, dal momento che non richiede una comprensione totale della mente umana. Necessita tre cose:

  • Hardware. Per realizzare questo modello sarebbe necessario un calcolatore estremamente potente: per il futurista Ray Kurzweil 1 milione MIPS. Seguendo la Legge di Moore, tale macchina sarà disponibile nel 2020 al costo di 1500€.
  • Software. Questa è considerata la parte difficile. Bisogna assumere che la mente umana sia data dal sistema nervoso centrale ed esso sia governato dalle leggi fisiche.
  • Comprensione. Infine, richiederebbe sufficiente conoscenza dei meccanismi mentali da essere in grado di riprodurli matematicamente. Ciò si potrebbe fare studiando il funzionamento del sistema nervoso centrale, o mappandolo e copiandolo. Le tecniche di neuroimaging migliorano rapidamente, Kurzweil prevede che una mappa di sufficiente qualità verrà creata all’incirca per lo stesso periodo in cui sarà disponibile la necessaria velocità di calcolo.

Una volta messo a punto, un tale modello potrà essere facilente modificato e sperimentato, facendo progredire la ricerca sulla psiche umana, che a sua volta permetterà di migliorare il modello.

Una intelligenza artificiale sì fatta potrebbe migliorare ricorsivamente, è successo per le persone, perché non dovrebbe succedere per un modello che astrae gli stessi concetti?

Si dovranno apportare alcune modifiche però per rispondere alla domanda …

Perché una IA dovrebbe evolvere?

L’uomo lo ha fatto per necessità, per i cambiamenti ambientali, per il caos insito nel suo DNA, tutto porta il nome di evoluzione e/o selezione naturale. “La psicologia evolutiva sostiene che gli esseri umani sono completamente motivati da un intricato insieme di, ‘desiderio per l’anticipazione del piacere’ e ‘desiderio per l’anticipazione dell’evitamento del dolore’, sviluppati tramite la selezione naturale. Da ciò derivano tutti i desideri umani”.

L’auto miglioramento ricorsivo è necessario per la creazione di una singolarità tecnologica.

In maniera forse eccessivamente pionieristica ho detto a cena “…una volta innescata questa IA non potrà essere fermata e/o rallentata, evolverà con le nostre stesse leggi, ma a velocità esponenziale” (sa molto di film di fantascienza in verità) … ne trovo però minimo riscontro…

Tuttavia, si stima che un neurone emetta 200 pulsazioni al secondo e questo limita il numero di operazioni. Tra loro i segnali sono trasmessi ad una velocità massima di 150 metri al secondo. Un moderno processore da 2 GHz esegue 2 miliardi di operazioni al secondo, e i segnali nelle componenti elettroniche viaggiano quasi alla velocità della luce (300.000 kilometri al secondo).

Se la nanotecnologia ha permesso di costruire dispositivi di dimensioni pari a quelle di un cervello umano e veloci quanto un moderno computer, un modello umano avvertirebbe lo scorrere del tempo più lentamente rispetto ad un uomo. Per questo un minuto potrebbe essere percepito molto più lungo da un cervello artificiale, probabilmente come se durasse qualche ora. Comunque, dal momento che la percezione della durata di un arco di tempo è differente dalla durata stessa, il modo in cui un’intelligenza artificiale tratta il tempo dipenderebbe dai calcoli e dal tipo specifico di cognizione durante quel periodo di tempo.

Se è successo a noi non potrebbe succedere anche “alle macchine”?

shift happens

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NoSo - Logo

“… vabbè dai, hai trovato un nuovo nome per le riunioni cui spesso siamo chiamati a partecipare:

  • vai lì …
  • non fai nulla (non per colpa tua)…
  • e te ne torni…”

(Anonimo Veneziano)

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assistenza.aruba.it

Gentile servizio assistenzanon riesco ad utilizzare il pannello di controllo per il dominio in oggetto.
La pagina admin.andrealazzari.eu non viene visualizzata affatto(!!!), ed alternativamente ricevo in risposta i seguenti errori http: 404 (not found), 500 (Internal Server Error)

Dovrei impostare i seguenti name server per il dominio in questione

* NS1.WORDPRESS.COM
* NS2.WORDPRESS.COM
* NS3.WORDPRESS.COM

Sareste così gentili da darmi una mano?

Cordialità

… tutto questo per un servizio che pago? A questo punto penso proprio che “quello sbagliato” sono io

Attendo riscontri da parte loro!

————-

Edit:

La modifica è stata apportata. Entro 24/48 ore tutti i dns saranno aggiornati al cambio. Le consiglio anche di svuotare la cache dei file temporanei del suo browser che potrebbero avere in memoria le vecchie pagine del sito e comprometterle la visualizzazione.

Cordiali Saluti.

E’ la terza volta (per il terzo dominio) che mi rispondono allo stesso modo.

Qualcuno mi spiega (anche voi d’aruba è) per quale motivo c’è un pannello d’amministrazione se poi le modifiche dovete farle a mano? Mah! Allibito

Fuggite da aruba finchè siete in tempo i ragazzi di Autistici Inventati (A/I) hanno proprio tutto il mio appoggio per il loro piano R* visto lo scherzetto che gli è stato fatto!

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