Posts Tagged “dns”

Youtube.com is down right now because Pakistan Telecom has decided to (accidentally probably) hijack their IP address space which means that nobody in the world can reach Youtube. This isn’t an OpenDNS issue. Just letting you all know. :-)This is now fixed. PCCW took far far too long to fix their broken customer (Pakistan Telecom) … Argh.

[Via OpenDNS > System (also available at http://208.67.219.60/)]

Intorno alle 20.15 avevo in effetti riscontrato un problema di irraggiungibilità di YouTube, e la colpa era ricaduta immediatamente su OpenDNS, per poi essere smentita visto che nemmeno dal portatile riuscivo a risolvere il pool di hostname dalla famosa community.

Ora la spiegazione…

Qualche testa in Pakistan oggi salterà sicuramente ma oltre questo, si mette in evidenza l’eccessiva fragilità del sistema di Name Resolution alla base di DNS, che sia il caso ripensare questo protocollo?

Update1:

Pakistan’s attempts to block access to YouTube has been blamed for an almost global blackout of the video website for more than an hour on Sunday.BBC News has learned that the outage was almost certainly connected to Pakistan Telecom and Asian internet service provider PCCW.

A leading net professional said the global outage was “probably a mistake”.

Pakistan ordered internet service providers to block the site because of content deemed offensive to Islam.

[Via BBC NEWS | Technology | Pakistan 'sparks YouTube outage']

E la BBC la fa sempre fuori dal vasetto!!!

Update2:

The telecom company that carries most of Pakistan’s traffic, PCCW, has found it necessary to shut Pakistan off from the Internet while they filter out the malicious routes that a Pakistani ISP, PieNet, announced earlier today. Evidently PieNet took this step to enforce a decree from the Pakistani government that ISP’s must block access to YouTube because it was a source of blasphemous content.

[Via Pakistan removed from the Internet | Threat Chaos | ZDNet.com]

… anche in Pakistan non scherzano

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Sfatare questo mito è ora abbastanza semplice … ho le prove :)

Mi sono sempre chiesto come mai i ROOT server fossero numericamente 13, e come facessero questi “soli” 13 server a soddisfare le richieste della totalità di Internet” (notare la maiuscola).
Un’altra domanda abbastanza ricorrente era rivolta alla loro dislocazione geografica, come mai parte di questi famosi 13 era dislocata in America? Non è anti performante? (considerato che un attraversamento di una dorsale oceanica costa in termini di tempo mediamente 100ms)

Le veloci risposte che mi sono sempre dato alle due domande rispettivamente, “probabilmente c’è una sorta di meccanismo di load balancing che regola il tutto” e “sono un America probabilmente per storicità“, hanno sempre lasciato quel senso di amarezza nella mia testa, come di risposta non data.
Oggi mi imbatto in un articolo di Kim Davies sul blog di ICANN

Sfatiamo questo mito

Per prima cosa i root server non sono 13 ma centinaia (date un’occhiata all’immagine). Ci sono 12 organizzazioni responsabili della loro manutenzione. Ma allora da dove viene questo numero?
I nomi dei Root Server mondiali sono contrassegnati da lettere dell’alfabeto dalla A alla M ed i loro nomi host sono rispettivamente a.root-servers.net … m.root-server.net da qui l’idea di 13 macchine. Ad ogni host è associato un indirizzi IP fisico (tutti hanno un IPv4 molti un IPv6 di prossima adozione non saprei quantificarli ora) ciò ovviamente non vuol dire che dietro ad un IP fisico ci sia necessariamente una sola macchina (passatemi questa licenza), per esempio il server I “nasconde” dietro di se macchine dislocate in 25 paesi.
Cosa potreste pensare leggendo queste righe?

“Beh!Tutti i gli altri server saranno mirror del Root Server corrispettivo.”

Affermazione lecita vi dirò io, ma i root server non sono già copia di loro stessi? Ed inoltre mirroring non vuol certo dire load balancing.

Immagino che ci siano dei server che facciano mirroring della tabelle DNS dei vari server ma non per questo codeste macchine rispondono in maniera attiva alle richieste DNS che vengono “dall’esterno”, infatti ce n’è uno “Master Root Server” che si preoccupa solamente di fare backup.

Ora, la prossima volta che qualcuno vi dice, o sentite dire che esistono solo 13 root server tentate di ricordarvi la mappa qui sopra cortesemente offerta da Patrik Fältström e sfatate anche voi il mito.

Ciao alla prossima :)

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