Posts Tagged “drm”

Come si vede, la faccenda è molto meno tecnica di quanto sembri. Pare più che altro una questione di fiducia, come la parola “trusted” sembra suggerire. Una fiducia che le multinazionali dell’informatica mostrano di non avere nei confronti dei propri clienti.

Il presupposto giuridico

Anche in Italia, con decreto legislativo 9 aprile 2003, n. 68 (in vigore dal 29 aprile 2003) si è dato luogo all’attuazione dell’EUCD (European Union Copyright Directive: Direttiva 2001/29/CE sull’armonizzazione[banner] No1984 di taluni aspetti del diritto d’autore e dei diritti connessi nella società dell’informazione), Direttiva analoga allo statunitense Digital Millennium Copyright Act (DMCA). Il decreto ha introdotto importanti modifiche alla legge 22 aprile 1941, n. 633 (protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio). Grazie a queste modifiche i titolari di diritti d’autore (creatori di contenuti) e di diritti connessi (produttori di contenuti) possono apporre sulle opere o sui materiali protetti misure tecnologiche di protezione efficaci (sistemi hardware/software che regolano l’accesso alle opere e la copia delle opere) che comprendono tutte le tecnologie, i dispositivi o i componenti che, nel normale corso del loro funzionamento, sono destinati a impedire o limitare atti non autorizzati dai titolari dei diritti. La possibilità di controllare l’accesso ai files e la copia dei files, da una parte, e il divieto di aggirare le misure tecnologiche di protezione, dall’altra, permettono ai titolari di diritti d’autore e di diritti connessi (notevolmente potenziati dall’EUCD) di poter influire in senso restrittivo sull’utilizzo delle opere.

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Eccolo qui ancora lui ser Michael Robertson.
Controverso protagonista dello stagnante mondo dell’informatica “moderna”. Oggi si sveglia (forse l’altro ieri o chissà non ha molta importanza) e spara a zero dicendo che l’Mp3 è il mezzo con il quale chiunque può scambiare musica a piacimento e farne ciò che vuole (Ben giunto ^^).
La cosa “pazzesca” è che ritenga possibile un mercato della musica basato su questo standard di compressione, palesemente DRM free (Wikipedia insegna). Allora mi vien da pensare (Cogito ergo … quella roba lì!) :

“Ma quest’uomo è pazzo o cosa!”

Che sia tutto un modo per farsi pubblicità accattivandosi le simpatie di un mercato che mal sopporta le imposizioni della major discografiche in merito al trattamento dei diritti sullo scambio libero di contenuti coperti da copyright tutto rigorosamente senza una virgola per farvi morire s’asfissia, (respirone!) oppure crede fermamente in quel che dice?

Non posso giudicare, tanto meno di domenica mattina. Staremo a vedere

Articolo di PI

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