Posts Tagged “etica”

Svezia ultima frontiera! Questo è il diario di bordo del capitano Andrea:
Ma questi svedesi sono pazzi? Già fare un partito di “pirati” (almeno hanno scelto bene il nome) è un’azione che da sola basta per farsi puntare i riflettori addosso, adesso anche un servizio di masquerading a pagamento?
Voglio proprio vedere i profili di questi così detti “pirati”!! Amena aggregazione di “ragazzini” in cerca di un pò di “sicurezza e privacy” durante le loro scorribande su internet! Questi tentativi di dare economico sfogo alle necessità di privacy delle persone mi fanno venire il voltastomaco…

Miei cari Piratpartiet, non fate i portatori sani di ideologie, ve ne prego, Non ce n’è bisogno!

Così non si fà altro che demonizzare ancora un volta il P2P, Internet e quella naturale necessità di libertà sulla quale internet è stata fondata (TCP/IP in primis) dando pane ai giornalisti che titoleranno…

“Hacker Svedesi in Parlamento. Indagini in corso sulle loro connessioni Internet”

oppure

“Hacker Svedesi arrestati per traffico di materiale coperto da copyright. Il loro portavoce in parlamento smentisce.”

Sarò visionario, ma mi piace ricordare a tutti la questione Autistici Inventati Aruba, e di come sia andata a finire la questione qua in italia.

Ancora una volta prima di lasciarvi all’articolo per dovere di informazione vi riporto una definizione:

Un hacker è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.

Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai media (a partire da gli anni ‘80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione più appropriata è però cracker).
Via Wikipedia IT

e ancora

In computer security, a hacker is a person who specializes in work with the security mechanisms for computer and network systems. While including those who endeavor to strengthen such mechanisms, it more often is used (especially in the mass media) to refer to those who seek access despite them.

In other technical fields, hacker is extended to mean a person who makes things work beyond perceived limits through their own technical skill, such as a hardware hacker, or reality hacker.

In hacker culture, a hacker is a person who has attained a certain social status and is recognized among members of the culture for commitment to the culture’s values and a certain amount of technical knowledge.
Via Wikipedia EN

ed in fine quella che preferisco (la più semplice ed autorevole)

3. A person capable of appreciating hack value.

Spero d’avervi dato abbastanza anticorpi con cui leggere in maniera critica questo articolo.

Anonimi sul web a 50 euro l’anno Allo scoperto il partito dei pirati - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it

Anonimi sul web a 50 euro l’anno
Allo scoperto il partito dei pirati
ROMA - Navigare anonimi in internet e, soprattutto, scaricare, condividere musica, film, videogiochi pirati senza rischio di essere beccati dalla polizia. A cinque euro al mese o 50 euro all’anno, è quanto promette di fare un nuovo servizio web, dietro al quale c’è l’ideologia di un partito politico: il Piratpartiet, cioè il Partito dei Pirati, nato in Svezia il primo gennaio 2006 e già diventato un fenomeno sociale

PS: se non leggete i file SVG forse è il caso che cambiate browser potete trovare qualche spunto un pò ovunque e ricordate “meglio parziale che niente”

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Questo mi da la possibilità di discuterne e di dire che il mondo hacker, che tanto ha dato allo sviluppo di internet, WWW ecc., non avrebbe bisogno di simboli in cui riconoscersi, se è vero come è vero che ha tutti i meriti che il mondo informatico dovrebbe riconoscergli. Credo, invece, che il mancato pieno riconoscimento del contributo alla crescita tecnologica che quella *comunità* ha dato, e quindi il non trovare formale riscontro nel mondo ben più complesso e, spesso, avverso, a quell’idea, ha reso debole la stima che essi nutrono verso se stessi e la loro azione. E mi pare quindi una logica conseguenza il rifugio nel simbolismo che equivale al fuggire dalla realtà e dal confronto, quindi a relegarsi in un ghetto. Per fortuna negli ultimi anni qualcosa si muove e assistiamo a convegni e incontri di ogni genere che fanno sperare in un contributo alla luce del giorno, che non releghi quella comunità ai margini come randagi da evitare o, peggio, da combattere.

Tratto da un messaggio di una mailing list

A costo di essere ripetitivo… il Glider è un modo per portare rispetto ai pionieri dell’Information Technology, non che per identificarsi come un “qualcuno” di incline verlo la loro Etica!

Hacker Glider

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“Gli hacker non sono soltanto i pirati che rubano i dati o inventano gli infernali virus che rovinano i nostri computer. Il loro lavoro ha permesso, piuttosto, la creazione del pc e del modem, l’affermazione planetaria di Internet, l’invenzione delle realtà virtuali. Si tratta di risultati straordinari, nati da un approccio al lavoro diverso e opposto agli schemi fordisti che scandiscono l’esistenza quotidiana. La nuova etica di cui gli hacker sono portatori è caratterizzata da un impegno appassionato e creativo, senza limiti di tempo e senza risparmio di capacità intellettuali. Questa concezione ha fatto sì che si affermassero valori di privacy, di eguaglianza, di condivisione dei saperi, in netto contrasto con i modelli improntati al controllo, alla competizione, alla proprietà. È un approccio inedito e dirompente che ha già contribuito in modo decisivo allo sviluppo della “dot.economy” e rappresenta una rottura radicale con quell’etica di stampo calvinista che Max Weber aveva rintracciato nei fondamenti dell’economia capitalistica.”
L’etica hacker

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