Non sono passate due settimane da quando con Dario Santarelli stavamo parlando di REST, o meglio lui parlava io al solito ascoltavo, ed ero rimasto molto affascinato da questo paradigma di presentazione di servizi (questa è un’affermazione che devo consolidare)
Oggi da buon malato nulla facente (poi nemmeno tanto) leggo i miei feed ed ecco che ne viene fuori

Nel 2000 Roy Fielding, uno dei principali autori del protocollo HTTP, pubblicò la sua tesi di dottorato intitolata “Architectural Styles and the Design of Network-based Software Architectures” dando il la a quello stile definito appunto “Representational State Transfer” (REST in breve).
Uno dei concetti fondamentali in questo genere di architetture è quello di risorsa, rappresentata da una URI. Per comunicare con la risorsa (singola o collezione di altre risorse) si usa HTTP. In tal modo attraverso l’uso dei verbi (metodi) HTTP, quali HEAD, GET, POST, PUT e DELETE si può chiedere al server web una rappresentazione o creare risorse aggiuntive. L’altro concetto fondamentale da tenere a mente è che HTTP è prima di tutto un protocollo stateless. Questo significa che ogni richiesta è e deve essere totalmente indipendente dalle precedenti; in tal modo il messaggio della richiesta conterrà tutte le informazioni necessarie affinché il server possa processarlo e fornire una risposta corretta.
Una delle conclusioni a cui si giunge studiando REST e il libro di cui sopra è la semplicità del tutto. Vi è, almeno per quanto mi riguarda, una sensazione di scoperta dell’acqua calda quando ci si rende conto che Fielding prima e il duo Richardson e Ruby poi non fanno altro che spiegare al mondo come avrebbe dovuto essere il web interconnesso prima dell’avvento di quelli che comunemente si chiamano “enterprise web services”.
Recensione di RESTful Web Services - Stacktrace.it
Che i WS fossero una moda oramai era un trend consolidato dentro la mia testa, ed il concetto di servizio web stesso è abbastanza ampio da poter essere espletato tramite una miriade di “forme”.
Non conosco REST ma stando a quello che leggo in giro (e che leggerò da questo libro) una cosa mi stupisce di “tutto questo” e cioè la sua semplicità/linearità.
Rimando alla lettura della recensione per maggiori dettagli sul libro e sulla metodologia e magari, se ne avete, maggiori informazioni / risorse da consultare
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