Posts Tagged “pensieri”

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“… vabbè dai, hai trovato un nuovo nome per le riunioni cui spesso siamo chiamati a partecipare:

  • vai lì …
  • non fai nulla (non per colpa tua)…
  • e te ne torni…”

(Anonimo Veneziano)

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A ben pensarci, difficile credere che siamo vissuti fino ad oggi!! Da bambini, andavamo in macchina (quelli che avevano la fortuna di averla) senza cinture di sicurezza e senza airbag.

… E viaggiare nel cassone posteriore di una pickup, in un pomeriggio torrido, era un regalo speciale. I flaconi dei medicinali non avevano delle chiusure particolari.

Bevevamo l’acqua dalla canna del giardino, non da una bottiglia. Che orrore!! Andavamo in bicicletta senza usare un casco.

Passavamo dei pomeriggi a costruirci i nostri “carri giocattolo”. Ci lanciavamo dalle discese e dimenticavamo di non avere i freni fino a quando non ci sfracellavamo contro un albero o un marciapiede. E dopo numerosi incidenti, imparavamo a risolvere il problema…. noi da soli!!!

Uscivamo da casa al mattino e giocavamo tutto il giorno; i nostri genitori non sapevano esattamente dove fossimo, nonostante ciò sapevano che non eravamo in pericolo.

Non esistevano i cellulari. Incredibile!!

Ci procuravamo delle abrasioni, ci rompevamo le ossa o i denti… e non c’erano mai denunce, erano soltanto incidenti: nessuno ne aveva la colpa. Ti ricordi degli incidenti?

Avevamo delle liti, a volte dei lividi. E anche se ci facevano male e a volte piangevamo, passavano presto; la maggior parte delle volte senza che i nostri genitori lo sapessero mai.

Mangiavamo dei dolci, del pane con moltissimo burro e bevande piene di zucchero… ma nessuno di noi era obeso.

Ci dividevamo una Fanta con altri 4 amici, dalla stessa bottiglia, e nessuno mai mor a causa dei germi.

Non avevamo la Playstation, nè il Nintendo, nè dei videogiochi.

Nè la TV via cavo, nè le videocassette, nè il PC, nè internet; avevamo semplicemente degli amici. Uscivamo da casa e li trovavamo. Andavamo, in bici o a piedi, a casa loro, suonavamo al campanello o entravamo e parlavamo con loro.

Figurati: senza chiedere il permesso! Da soli! Nel mondo freddo e crudele!

Senza controllo! Come siamo sopravissuti?!

Ci inventavamo dei giochi con dei bastoni e dei sassi. Giocavamo con dei vermi e altri animaletti e, malgrado le avvertenze dei genitori, nessuno tolse un occhio ad un altro con un ramo e i nostri stomaci non si riempirono di vermi.

Alcuni studenti non erano intelligenti come gli altri e dovevano rifare la seconda elementare. Che orrore!!! Non si cambiavano i voti, per nessun motivo.

I peggiori problemi a scuola erano i ritardi o se qualcuno masticava una cicca in classe.

Le nostre iniziative erano nostre. E le conseguenze, pure. Nessuno si nascondeva dietro a un altro. L’idea che i nostri genitori ci avrebbero difeso se trasgredivamo ad una legge non ci sfiorava; loro erano sempre dalla parte della legge.

Se si comportavi male i tuoi genitori ti mettevano in castigo e nessuno li metteva in galera per questo.

Sapevamo che quando i genitori dicevano “NO”, significava proprio NO.

I giocatoli nuovi li ricevevamo per il compleanno e a Natale, non ogni volta che si andava al supermercato. I nostri genitori ci facevano dei regali con amore, non per sensi di colpa.

E le nostre vite non sono state rovinate perchè⪃ non ci diedero tutto ci che volevamo.

Questa generazione ha prodotto molti inventori, amanti del rischio e ottimi risolutori di problemi. Negli ultimi 50 anni c’è⿀ stata un’esplosione di innovazioni e nuove idee.

Avevamo libertà, insuccessi, successi e responsabilità, e abbiamo imparato a gestirli.

Tu sei uno di loro. Complimenti!!!

Invia questo ad altri che abbiano avuto la fortuna di crescere prima che gli avvocati e i governi regolassero la nostra vita.

via Francesco

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Perché dove si fermano i treni un pezzo di vita scende e se ne va.

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…e sangue di un cuore perduto per lacrime di ineffabile dolore…

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… ricomincia a muoversi … flebile spiraglio di via o miglioramento in vista della morte definitiva?

Pessimismo è fastidio … pessimismo è fastidio …

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… ma sono stati giorni pieni di “cose da fare” mi è rimasto veramente poco tempo per pensare! :(

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Oggi non sono qui per portare informazioni, o per parlare delle solite facezie che affollano la mia vita…

Succede che torni a casa la sera stanco morto dopo una settimana passata in dipartimento tentando di “cambiare” il mondo dell’informatica, stanco, ma comunque felice di quello che si è fatto… Felice di tornare a casa per rivedere le persone a cui si tiene di più…
Ma spesso, anzi il più delle volte, quello che non ti aspetti si cela dietro l’angolo… e non potrai più salutare un amico di soli 16 anni al quale hai insegnato ad usare il computer, un ragazzo che condivideva con te le stesse passioni, che aveva scelto di intraprendere una strada simile alla tua semplicemente per passione, al quale hai trasmesso la curiosità per un mondo che tanti ritengono sia magia… mondo al quale un adolescente si avvicina con tutta la passione della propria età…
C’è solo rabbia, per una visione del mondo che a noi piccole pedine è spesso, anzi sempre, celata …

Ciao Daniele!

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… il divertimento dura il tempo di un gesto …
… la gioia il tempo di un istante vissuto …
… la felicità persiste.

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