Posts Tagged “privacy”
Come predicavo qualche post fa finalmente ho raggiunto il mio scopo:
Hi Andrea,
We have deleted your profile information and removed your email address from our login database. Let me know if you have further questions.
Thanks for contacting Facebook,
Eli
User Operations
Facebook
Speriamo non si siano limitati alla cancellazione dei dati del mio profilo (sto attendendo informazioni in merito)
Stay tuned
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Shared by Andrea Lazzari
E all’ex ministro Visco hanno fatto storie per i redditi del 2005? Chissà se fosse successo in Italia come avrebbero reagito le istituzioni visto che per la vicenda Telecom nessuno ha detto o fatto niente
A hacker has posted the personal details of more than a third of Chile’s population on the internet, including what is thought to be information about the president’s daughter, a Chilean newspaper has reported.
Personal data, including the identity card numbers, addresses, telephone numbers, emails and academic background of 6 million Chileans was posted on the internet on Friday, according to the El Mercurio newspaper.
The information was posted by someone who hacked into servers at the education ministry, the electoral service and the military, according to the paper.
[Via - Andrea Lazzari's shared items in Google Reader]
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A questo punto penso che in germania qualcuno abbia perso il lume della ragione. In un pomeriggio fatto di letture ed aggiornamenti, questa è l’unica conclusione ovvia alla questione sollevata da un articolo letto su Punto Informatico. Leggete il passaggio che ho riportato di seguito, ha dell’incredibile …
Tutto questo secondo il capo di BKA non deve allarmare il pubblico, perché non si ricorrerebbe all’inserimento di spyware e trojan sui computer degli utenti in modo frequente. “Oggi - dice Ziercke - abbiamo 230 indagini aperte su islamici le cui attività ci risultano sospette. Credo che in due o tre di questi casi noi vorremmo poter agire” inserendo appunto sistemi di spionaggio da remoto sui loro computer. Ciò consentirebbe, evidentemente, anche di conoscere i contenuti delle conversazioni effettuate dal e con o in prossimità del sistema intercettato, Skype o non Skype.
PI: Germania, subito trojan di stato nei computer
Ma vi rendete conto? Dalla serie “Non vi spieremo sempre, solo quando servirà”.
Sarà che da sempre sono attento a questioni di privacy e salvaguardia del “libero e neutrale utilizzo della rete“, sarà che mi sento sempre meno solo nel perseguire le mie idee, sarà che sono un “sindacalista” ma permettere una cosa del genere penso che faccia “rumore” anche nelle menti delle persone meno addentro la questione.
E’ una violazione ingiustificata punto!
Non esistono giri di parole o scusanti psicologiche (leggi terrorismo)
Pensate veramente che dei terroristi, così accorti a non lasciare tracce digitali delle loro operazioni possano farsi fregare da uno spyware/trojan governativo? DUBITO! (Se un ragazzino in Australia riesce a fare questo poi…)
Miei cari fenomeni tedeschi, penso che i fumi dell’Oktoberfest ancora annebbino la vostra già scarsa vista. Qui non siamo in america (a minuscola) dove basta un DMCA per ridurre drasticamente i diritti delle persone facendo subdolamente leva sulle paure delle persone.
Un altro gesto assolutamente cieco è quello che ha costretto al trasloco il progetto Kismac, come si legge sulla vecchia homepage:

With the introduction of §202c German politicians proved their complete incompetence.
Law in Germany: possession of child pornography - two years imprisonment.
Distribution of security software is half as bad.
Even worse politicians still believe in the successful ban of digital information, obviously not reckoning globalization.
We are heading straight to a country I do not want to be living in.
Sempre più schifato da quanto la politica sfrutti il proprio elettorato come se fosse una mandria di bestiame!
Ah, Italioti miei, pensate di essere esenti da cose di questo genere? Vero? La risposta è NO!
Ovviamente i toni sono nettamente differenti qui nel ridente stivale, ma giudicate voi.
Il sempre attento Matteo Flora nel lontano Marzo ha scritto un articolo che mi torna alla mente con particolare foga:
E’ una conferenza sicuramente di tenore introduttivo da un punto di vista tecnico, ma che presenta problematiche interessanti da un punto di vista legato alla normativa anti-pedopornografia ed anti-terrorismo, oltre a gettare luce nuova sulla vera utilità dei blocchi censori predisposti dalle Forze di Polizia.
Eludere i Controlli di Polizia: il video completo LastKnight.com - Matteo Flora
[googlevideo=http://video.google.com/videoplay?docid=-8260069796878992303]
Tags: privacy, sicurezza, germania, terrorismo
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Exploit - Le linee guida del Garante per posta elettronica e internet:Tratto da garanteprivacy.it:
I datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Spetta al datore di lavoro definire le modalità d’uso di tali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali.
Il Garante privacy, con un provvedimento generale che sarà pubblicato sulla “Gazzetta Ufficiale”, fornisce concrete indicazioni in ordine all’uso dei computer sul luogo di lavoro. “La questione è particolarmente delicata – afferma il relatore Mauro Paissan – perché dall’analisi dei siti web visitati si possono trarre informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi di posta elettronica possono avere contenuti a carattere privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti informatici aziendali e la lesione della riservatezza dei lavoratori”.
Link: Leggi il Comunicato Stampa
Sacrosanti i diritti di tutti in quanto tali …
Ma leggere le email, tenere traccia delle conversazioni/comunicazioni dei propri dipendenti, tenere traccia dei siti visitati, mi sembra eccessivo …
Limitarsi al filtraggio dei contenuti?
che ne sò un DansGuardian, Squid, SquidGuardian? Sembra troppo difficile?
Magari qualche black list con dentro youtube e/o googlevideo ed avete risolto!
Vi rimando a qualche utile guida su come gestire il controllo dei contenuti, come configurare DansGuardian, come far interagire DansGuardian e Squid, e come configurare quest’ultimo (2) (3)
That’s All 
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Svezia ultima frontiera! Questo è il diario di bordo del capitano Andrea:
Ma questi svedesi sono pazzi? Già fare un partito di “pirati” (almeno hanno scelto bene il nome) è un’azione che da sola basta per farsi puntare i riflettori addosso, adesso anche un servizio di masquerading a pagamento?
Voglio proprio vedere i profili di questi così detti “pirati”!! Amena aggregazione di “ragazzini” in cerca di un pò di “sicurezza e privacy” durante le loro scorribande su internet! Questi tentativi di dare economico sfogo alle necessità di privacy delle persone mi fanno venire il voltastomaco…
Miei cari Piratpartiet, non fate i portatori sani di ideologie, ve ne prego, Non ce n’è bisogno!
Così non si fà altro che demonizzare ancora un volta il P2P, Internet e quella naturale necessità di libertà sulla quale internet è stata fondata (TCP/IP in primis) dando pane ai giornalisti che titoleranno…
“Hacker Svedesi in Parlamento. Indagini in corso sulle loro connessioni Internet”
oppure
“Hacker Svedesi arrestati per traffico di materiale coperto da copyright. Il loro portavoce in parlamento smentisce.”
Sarò visionario, ma mi piace ricordare a tutti la questione Autistici Inventati Aruba, e di come sia andata a finire la questione qua in italia.
Ancora una volta prima di lasciarvi all’articolo per dovere di informazione vi riporto una definizione:
Un hacker è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.
Esiste un luogo comune, usato soprattutto dai media (a partire da gli anni ‘80), per cui il termine hacker viene associato ai criminali informatici (la cui definizione più appropriata è però cracker).
Via Wikipedia IT
e ancora
In computer security, a hacker is a person who specializes in work with the security mechanisms for computer and network systems. While including those who endeavor to strengthen such mechanisms, it more often is used (especially in the mass media) to refer to those who seek access despite them.
In other technical fields, hacker is extended to mean a person who makes things work beyond perceived limits through their own technical skill, such as a hardware hacker, or reality hacker.
In hacker culture, a hacker is a person who has attained a certain social status and is recognized among members of the culture for commitment to the culture’s values and a certain amount of technical knowledge.
Via Wikipedia EN
ed in fine quella che preferisco (la più semplice ed autorevole)
3. A person capable of appreciating hack value.

Spero d’avervi dato abbastanza anticorpi con cui leggere in maniera critica questo articolo.
Anonimi sul web a 50 euro l’anno Allo scoperto il partito dei pirati - Scienza & Tecnologia - Repubblica.it
Anonimi sul web a 50 euro l’anno
Allo scoperto il partito dei pirati ROMA - Navigare anonimi in internet e, soprattutto, scaricare, condividere musica, film, videogiochi pirati senza rischio di essere beccati dalla polizia. A cinque euro al mese o 50 euro all’anno, è quanto promette di fare un nuovo servizio web, dietro al quale c’è l’ideologia di un partito politico: il Piratpartiet, cioè il Partito dei Pirati, nato in Svezia il primo gennaio 2006 e già diventato un fenomeno sociale
PS: se non leggete i file SVG forse è il caso che cambiate browser potete trovare qualche spunto un pò ovunque e ricordate “meglio parziale che niente”
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PI: Google: Washington vuole davvero la nostra fine?:
San Jose (USA) - Google non ha alcuna intenzione di cedere senza combattere i dati dei propri utenti, reclamati dal Dipartimento di Giustizia. Nei giorni scorsi il colosso di Mountain View è stato protagonista di una difesa a tutto campo delle proprie libertà come motore di ricerca, e del rapporto fiduciario con i propri utenti.”Se continuassero ad incalzarci con ingiunzioni e richieste per ottenere l’archivio delle ricerche effettuate sul motore di ricerca”, ipotizzano i legali di Google, “la nostra azienda dovrebbe incassare un durissimo colpo ed i nostri utenti potrebbero perdere fiducia nei nostri confronti”. Le autorità federali hanno già convocato i rappresentanti di Google per un’udienza in tribunale, fissata per il prossimo 13 marzo.
I dati di Google fanno veramente gola a tutti … anche al DOD, che con tanta “gentilezza” li sta chiedendo ai vertici di BigG! Ma questo Patriot Act cosa può fare? Non bastano già le infinite “sorveglianze” che gli USA stanno IMPONENDO sul territorio nazionale? Adesso vogliono spiarci anche a distanza? L’ho detto qualche post fà che si deve stare attenti … Google lo sà bene, ma se fosse costretta delle pressioni? Cosa ne sarebbe della nostra privacy?
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… di dietrologia e di tante altre cose!
PI: Cina, partito l’assalto al Grande Firewall:
Come ad esempio l’anonimo fondatore di Dynamic Internet Technologies, la piccola azienda statunitense che produce Freegate, lo strumento più utilizzato dagli utenti cinesi per aggirare i firewall di stato. Un programma semplice ma efficace, che utilizza server proxy anonimi continuamente aggiornati per creare un “ponte” tra l’Internet libera e la “rete privata” della Cina.
Ecco Freegate! un bel prodotto in grado di anonimizzare ogni connessione verso internet (e vai di proxy open) e di rendere l’informazione ai cinesi un pò meno filtrata rispetto a quello che in realtà il regime vorrebbe.
Strano che siano proprio gli USA, però, a fornire questo servizio di anonimato, oggettivamente sono proprio loro a beneficiare per primi di un’instabilità del regime stesso, ammesso che un semplice programmino come questo riesca a scaterare un simile putiferio…
Inconiabile il gesto, anzi, ma non credo che di tanti programmatori Cinesi non se ne siano trovati di capaci per fare una qualcosa del genere “made in China”?
Boh! Vabè lasciamo stare, lasciatemi fare dietrologia, che è anche l’ora adatta … 
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Microsoft ha rimosso il blog di un cittadino Cinese colpevole d’essere critico con il governo, sollevando questioni circa la complicità delle compagnie accondiscendenti con il regime repressivo di Pechino.
La decisione di cancellare il blog di Zhao Jing dai server di MSN Space è difesa dall’attuale CEO Steve Ballmer:
“We have an obligation in all the countries where we do business to abide by the laws and the government decrees in those countries…”
Non lo biasimo per questa decisione, dopo tutto Google non è stato e non è certo da meno in quanto a censura dei contenuti, solo che il prossimo che viene a dirmi “a questo mondo c’è per tutti libertà di parola” giuro che gli stacco la lingua… parola!
Come possiamo stare a guardare mentre un regime mantiene saldamente le briglie dell’economia mondiale a scapito di 1.3 Miliardi di persone? Sinceramente mi vergogno ogni giorno di più!
Edit: Permettetemi una correzzione non da poco… non un blogger cinese ma IL reporter del NYT a Pechino! Qui il post i manteblog
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