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E’ sempre buona norma partire da punti fermi.

Definizione di Micropagamenti:

Con micropagamento si intendono i servizi di trasferimenti di denaro in situazioni in cui la loro raccolta con i sistemi di pagamento tradizionali sono poco pratici o troppo costosi in rapporto alle somme in gioco. Gli operatori che forniscono tale servizio ovviano a questi problemi solitamente cumulando i pagamenti su base temporale e poi effettuare un’unica transazione di accredito tradizionale.

Un esempio classico sono i parcheggi, dove il costo degli sms (di arrivo e di partenza) inciderebbe mediamente di un 30/35% sul costo dell’intera transazione.

Giustamente qualcuno si è posto il problema dell’accumulare tutte queste transazioni per poi riversarle periodicamente utilizzando i normali circuiti EMV (Europay Visa MasterCard).

Ma anche in questo caso si tratta solo di un traslare il problema da qualche altra parte visto che i normali circuiti bancari hanno dei rincari sulle transazioni ed è difficile stabilire tramite accordi puntuali chi, di volta in volta, deve accollarsi il costo della transazione.

Nel 2006 ho scritto un articolo1 credendo che il problema fosse solamente tecnologico, mi sbagliavo.

Il problema era meramente economico, come al solito, e parlo al passato perché proprio oggi2 apprendo che Telecom Italia, durante il Mobile World Congress tenutosi a Barcellona, ha presentato un accordo con partner finanziari e bancari che permetterà a TIM di sperimentare i wallet elettronici.

Sto aspettando che mi spediscano i proceedings della conferenza per tentare di capire qualcosa di più, per adesso si sa che:

  • La tecnologia utilizzata sarà NFC integrata direttamente nella sim che conterrà per l’evenienza anche uno storage di piccole dimensioni
  • Sarà possibile consultare le proprie transazioni (ovvio) tramite portali dedicati che abiliteranno servizi di m-ticketing ed m-banking (meno ovvio)
  • Sarà possibile utilizzare la piattaforma, perché a questo punto di piattaforma si parla, per integrare all’interno della sim tutta una serie di carte virtuali dagli abbonamenti di viaggio alle fidelity card
  • Sarà possibile utilizzare il cellulare come token ossia, come una normale carta di credito/bancomat ecc…

E io che credevo ancora alla favola che in Italia gli operatori telefonici non potevano gestire dati e transazioni come fossero istituti bancari.

PosteMobile ha aperto la strada la risposta di TIM non s’è fatta attendere, che colpaccio!

  1. Corradini F., Ercoli C., Lazzari A., Polzonetti A., “Security framework in mobile business transactions”. in: The International Conference on Mobile Technology, Applications and Systems; 3rd IEE Mobility Conference 2006,Bangkok, 2006/10/25-2780 []
  2. via hakin9 no5/2008 []

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Roberto Preatoni è il fondatore di Zone-H così come di WabiSabiLabi. Una persona rispettata nell’ambito del “tema sicurezza” oltre che un professore dell’Università di Urbino. Non è un black hat. E’ un professionista che ha fatto della sicurezza informatica un mestiere.

Ieri,è stato arrestato, con un capo c’accuso a dir poco assurdo (ricordate lo scandalo dei dossier?) ma torniamo a noi, l’accusa? Cospirazione ed associazione a delinquere!!! - sensa senso.

ComputerWorld scrive lucidamente (domani mi aspetto la spettacolarizzazione dei miedia Italiani):

  • Preatoni was hired by Telecom Italia to perform pen testing — a completely legitimate, white-hack activity. He was hired as part of a group dubbed the “Tiger Team”.
  • However, a number of members of this team were charged earlier this year with spying on the CEO of Brasil Telecom and others — and this has been big news in Italy for months now.
  • Preatoni seems to have been caught up in this mess and has found himself charged with spying as well.

La situazione di Preatoni può essere controversa, ma trovo altamente improbabile che abbia deliberatamente utilizzato “le sue capacità” illegalmente.

Il problema qual’è? Il solito. La giurisprudenza non capisce niente di informatica, l’unica cosa che una persona può sperare in questi casi è “il non essere trattati come un criminale” (Cercate “free to jail“). Domani mi aspetto i soliti titoloni sparati in spalla in qualche prima pagina che tanto fanno vendere ma che hanno veramente poco di utile (benché meno di informativo) ma mi auguro fortemente di sbagliarmi.

[via Alex Eckelberry - SunbeltBLOG: The confusing saga of Roberto Preatoni]

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È probabile quindi che Alice Mega da febbraio possa costare come l’attuale Alice Flat- 36,95 euro al mese (ma bisogna aspettare l’annuncio ufficiale di Telecom per averne conferma).

Speriamo presto che la Telecom confermi quelle che sono (sembrano?) le proprie strategie per il mercato BroadBand in Italia.
Nell’attesa gongolo solo all’idea … :wink:
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