Un interessante Post segnalatomi da Romeo sul blog di Alfonso Fuggetta pone l’accento su di un articolo comparso su businessweek…
Java è vecchio? Può un linguaggio di programmazione Turing equivalente, essere vecchio? Oppure quello che invecchia sono le soluzioni per lo sviluppo? Un linguaggio di programmazione è adattabile per definizione, dato che viene utilizzato per scrivere algoritmi che risolvono problemi, in maniera più o meno elegante… Opinioni in merito?
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Fervono i preparativi per visitare quel di Torino, alla volta dei saloni del lingotto che ospiteranno l’infomobility forum …
Primo problema, tornare a casa… ad andare non ho particolari problemi ma a tornare non la vedo così “semplice” Cmq! Vediamo …
Secondo problema, la connettività wireless al forum SPERO non manchi, ma la sera in albergo? Se non pingo google una volta per ora non sto bene … (si lo sò sono malato)
Terzo problema, ancora non ne ho ma sicuramente è un “work in progress”
Stay Tuned!
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Succede che scrivi un post (dopo tutto ho un blog per questo)
Succede che cominci a pigiare a caso tutti i tastiti di wordpress, quelli sopra la form per scrivere un post (dopo tutto non mi riterrei uno smanettone a caso)
Succede che premi il tastino di lookup e ti compare una finestra a cui non avevi mai fatto caso e curioso come un bambino ci metti dentro della roba (Artificial Neural Network, la colpa è del mio prof of course!) e che trovo?
Il Doctor Know! “Non c’è niente che non zò” Citazione da AI di Spielberg … !
Ok ok mi spiego meglio … answers.com un servizio che aggrega (powered by google!) fonti come dizionari, enciclopedie, wikipedie, ecc ecc ecc …
Morale… Tu domandi … Lui risponde (o almeno ci prova)
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UPDATE:
Date un’occhiata al nuovo post 
—
Eccomi … in ritardo come “rompe” qualcuno (vero Romeo!) ma meglio tardi che mai!
… Sudoku … chi non lo conosce? Si sono spese, e se ne continuano a spendere, tonnellate di pagine ed inchiostro, una lancia la vorrei spezzare in favore del settimanale Diario “il primo settimanale che non vi propone il Sudoku” 
Io sinceramente comincio ad odiarlo e … guardate oggi cosa mi propongono? Una dimostrazione dell’NP-completezza del “Sudoku” espressa in termini di problema!!!
Ma dico io, e questo poveretto s’è anche sbattuto a fare una tesi in merito … con tutto il rispetto per il tipo … ma è come dimostrare che “l’uomo non vincerà mai a tetris” (ma con un pò di valenza matematico/informatica in più) 
Vi lascio con un link ad un solutore scritto in .Net
Buona Giornata
edit:
eccone un “altro” … in realtà è sempre lo stesso malato di sudoku! 
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«La scienza non è una illusione. Sarebbe invece un´illusione credere di poter ottenere da altro ciò che essa non può darci».
Sigmund Freud
Da una email …
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… il giorno che nella fantasia vivi e rivivi ogni istante … ti è capitato di fantasticare sul come, sul quando e di essere certo delle tue reazioni delle parole che sarebbero state dette, invece?
Invece le forti emozioni travolgono … e butti alle ortiche un discorso preparato alle 2 di notte, lasciando che sia il destino ad avere la meglio sulle tue parole …
Arriva il momento stringi la mano al compagno che ti ha preceduto di qualche minuto, invidiandolo delle sensazioni che sta provando … prendi fiato … il vociare della platea si smorza ad ogni gradino che ti separa dal palco dove solitario un banco t’aspetta … poggi le tue cose gettando un’occhiata alle labbra della persona che ti sta presentando tentando di capire se escon ancora parole da quella bocca … t’affretti … senti la pressione delle persone che attendono solo le tue parole, alzi lo sguardo … ti rendi conto che la sala non è mai stata così piena, o almeno, tale non t’era mai parsa … sfoggi il miglior sorriso di cui sei capace e senti qualcosa che dentro lo stomaco si spezza … schiudi le mani strette a pugno per la tensione e lente le parole fluiscono dalla tua gola … qualcuno grida “Voce!” e t’accorgi che stavi solamente bisbigliando … dirigi un sorriso verso quella voce quasi ringraziandola dell’avvertimento, ricominci questa volta è cristallina e limpida … prendi coraggio il discorso fluisce veloce, spiritoso, coinvolgente … “grazie destino” … tutto và alla perfezione, parole e gesti si susseguono in una strana inventata danza … il tempo viene piegato e ti ritrovi in fondo alle tue parole pronto a ringraziare chi ha permesso questo giorno, e fissi i tuoi affetti nello slancio di dar loro tutta l’importanza che meriterebbero … le parole incespicano … i pensieri si palesano come dei bisbigli … la voce fin lì altisonante si spegne in gola lasciando spazio solo ad una lacrima … e l’emozione si palesa e la folla non lesina nell’appoggiarti e darti sostegno in quel istante … ricominci passandoti un dito sulla palpebra tastando quel emozione che oramai solca copiosa il volto … spezzi il fiato per ricominciare a parlare … nulla è veramente utile in quei momenti se non la convinzione che basta un piccolo sforzo per finire ciò che si è cominciato … ancora intralci per le mie parole, ma arrivi alla fine … bisbigliando un “Grazie” tra gli applausi …
“Così fa il destino:
potrebbe filar via invisibile e invece brucia dentro di sé,
qua e là, alcuni istanti, fra i mille di una vita.
Nella notte del ricordo ardono quelli …”
Grazie a tutti Voi
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Le emozioni son semplici da decifrare … le senti dentro lo stomaco come un pugno …
Non sempre ti fanno star meglio anzi, spesso son proprio quegli attimi d’intensità che ti fanno riflettere, ammutolire, cadere e poi risorgere.
Ne son successe tante in questi lunghi giorni d’assenza. Rimpiango di non esser in grado di rendere vivide con le parole le emozioni, sarebbe uno splendido intreccio di ombra e scintillante luce, sfumature di grigio e rosso intenso d’un tramonto visto alla guida d’una macchina, in direzione delle montagne, raggi così bassi ed intensi che danno fastidio, ti fanno stringere gli occhi, ma appena l’ultimo raggio scompare dietro lo skyline delle montagne si può godere delle nuvole tinte d’azzurro e corallo, del riflesso della neve che s’infrange ovunque rendendo tutto quasi surreale …
E continui a percorrere quella lingua nera che ti porta fin dentro la notte verso casa, dove l’inquietudine si trasforma in serenità, dove trovi una pace che non t’aspetti, momenti d’un semplicità unica che riempiono i vuoti di mesi difficili …
E accade ancora che amici vivano momenti particolari, spettatore di attimi momenti pieni di palpitante attesa che si sfogano in un’stante, in un applauso, ed in parole che proclamano solennemente un titolo che è frutto di intenso sacrificio … Ed io son lì urla tra gli applausi a sostenerli …
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