Posts Tagged “università”

Shared by Andrea Lazzari

Una voce autorevole che spesso e volentieri dice più che la verità.

Appello al ministro Brunetta: “Egregio Ministro getti un occhio all’università c’è qualche baronato di troppo forse è!”

Cosa è il modello Bologna? Si tratta del famoso 3+2 dei nuovi percorsi universitari. Si chiama così preché fu definito in un convegno a Bologna quando era ministro Berlinguer. E’ stato adottato in tutta Europa e ieri molti speakers hanno detto che è una grande opportunità per il nostro continente in quanto garantisce flessibilità e standardizzazione tra i diversi paesi.

In Italia il 3+2 è messo spesso sotto accusa, specie da quelli che vorrebbero tornare ai “bei tempi passati”. Sono spesso anche quelli che nell’applicare il 3+2 hanno fatto una operazione molto semplice: invece di ripensare i percorsi formativi hanno semplicemente “tagliato” i corsi di laurea quinquennali esistenti in due. In poche parole, hanno fatto finta di cambiare per non cambiare nella sostanza alcunché.

Ovvio che così non funziona. Così come non funziona l’aver moltiplicato a dismisura i corsi di laurea.

Il vero problema, quindi, non è il 3+2 in quanto tale, ma certe implementazioni che sono state fatte “all’italiana”. Credo sia un dato importante su cui riflettere nel momento in cui si pensa di avviare un dibattito sull’università.

Qui il riferimento originale

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La Stanford Student Enterprises dell’Università di Stanford ha costituito un fondo di Venture Capital nel Campus!
http://www​.techcrunc​h.com/2008​/04/06/sta​nford-laun​ches-on-ca​mpus-ventu​re-fund-ss​e-ventures​/
…mi sembra un perfetto esempio di come le distanze possano aumentare. L’Università italiana sta cercando ancora di capire come aiutare l’innovazione e come far comunicare le istituzioni con l’industria!

By David Orban dallo Swarm di Bzaar

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Il loro cellulare squilla continuamente non solo durante le ore di lezione ma anche durante gli esami, delegano gran parte della loro attività universitaria ai propri assistenti pagati molto meno ma che svolgono l’80% del lavoro, danno buca agli studenti che li aspettano alle ore di ricevimento e sono sempre indaffarati in mille attività che con la docenza e la ricerca centrano poco.
E’ questo il ritratto dei baroni, professori universitari e professionisti, titolari di una cattedra all’università, dipendenti pagati dallo stato che arrotondano con un’attività privata. Quale studente, nel corso della sua carriera universitaria, non si è imbattutto in una di queste figure rampanti? BusymanA tal proposito il capogruppo dei Verdi in Commissione Cultura alla Camera Roberto Poletti ha dichiarato che “bisogna intensificare la lotta contro questo gravissimo malcostume alla stessa stregua e con la stessa intensità delle indagini che hanno riguardato la situazione degli ospedali, un fenomeno tutto italiano che” -aggiunge il deputato- “demotiva gli studenti e squalifica il nostro sistema universitario. Serve compiere una svolta vera verso i criteri della meritocrazia e della trasparenza. Le Università non sono proprietà privata di qualcuno ma luoghi pubblici dove tutti devono sempre avere le stesse possibilità. Servono sì più finanziamenti, che potrebbero essere trovati, almeno in parte, negli incassi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale - ha aggiunto Poletti - ma essi dovranno essere indirizzati all’istruzione e allo sviluppo della cultura, non ad alimentare i circoli dei clan universitari”.

Non si fanno nomi … ma anche cognomi Atenei Facoltà ….

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