Twitter e Facebook sotto DDOS a causa di Cyxymu
E’ tutta una questione di proporzioni.
Mi ricordo che “in gioventù” i takeover ai canali IRC erano all’ordine del giorno.
Quando volevi “far tacere” qualcuno un ping -ls 65000 a.b.x.y da una linea “bella capiente” bastava per tirare giù il 90% degli utenti, il 56K era lo standard.
Passa il tempo, cambiano le tecnologie così come la diffusione degli strumenti informatici e succede, come è accaduto in questi giorni, di assistere ad un vero e proprio takeover ad personam, volto ad oscurare l’identità digitale del georgiano Cyxymu.
Non voglio entrare nei dettagli politici della questione, voglio solo mettere in evidenza come sia possibile mettere a tacere, con la volontà esplicita di farlo, i più diffusi ed utilizzati sistemi di comunicazione sociale che vanno di moda ora in rete:
The attack included at least these components:
- DDoS attack against Cyxymu’s Twitter account (http://twitter.com/cyxymu)
- DDoS attack against Cyxymu’s Youtube account (http://www.youtube.com/cyxymu)
- DDoS attack against Cyxymu’s Facebook account (http://www.facebook.com/cyxymu)
- DDoS attack against Cyxymu’s Livejournal account (http://www.livejournal.com/cyxymu and http://cyxymu1.livejournal.com)
- An e-mail “Joe Job” campaign against Cyxymy
via Silence Cyxymu – F-Secure Weblog : News from the Lab.
Se avete avuto disservizi ora sapere il perché
| Print article | This entry was posted by Andrea L. on 7 August 2009 at 16:40, and is filed under sicurezza, società, tecnologia. Follow any responses to this post through RSS 2.0. You can leave a response or trackback from your own site. |





about 1 year ago
…Teicòver, che “sport” controverso, in IRC
Tra il 2000 e il 2001 furono mitici quelli messi a segno da una certa Stefania, nick VoDoOoOo, nella rete DALnet, ai danni del canale #Italia.
Se utilizzare la rete per paralizzare o rubare un canale di chat, arrecando danno a decine o centinaia di utenti che cercano solo di passare del tempo chiacchierando nella “piazzetta virtuale”, è da considerare generalmente esecrabile, in quello specifico frangente gli attacchi portati contro quel canale mi trovavano completamente d’accordo.
Al tempo io ero founder, sulla stessa rete, del canale #Roma, che veniva considerato dalla “leadership” di #Italia come un canale concorrenziale.
Mio malgrado, beninteso: avevo impostato la “politica estera” del mio canale sull’impronta della collaborazione, del rispetto reciproco, della collaborazione, del buon vicinato.
Ma #Italia era gestito da una vera e propria feccia, composta da un branco di cani arrabbiati che usavano i poteri di moderazione come un manganello con cui sfogare frustrazioni e infliggere soprusi e vessazioni agli impotenti utenti del canale.
Il branco era capeggiato da una anziana e bislacca “signora”, friulana e razzista nei confronti di chiunque avesse origini più a sud di Mestre, che invece di effettuare una intelligente e salomonica moderazione (invece di usare i poteri di moderazione con… moderazione, appunto) incoraggiava e incitava gli atteggiamenti dispotici dei suoi servili “sceriffi”.
La policy generale della rete, DALnet, che ospitava i due canali in questione, recitava che “un founder ha diritto di moderare il suo canale come meglio crede, senza alcuna ingerenza da parte dello staff di rete”.
Forti di questo pilatesco presupposto, i tristi personaggi citati si lasciavano andare alle meschinerie verbali e pratiche più abbiette: agli insulti e alle mortificazioni faceva seguito la cacciata dal canale, cosa che impediva a persone che vi si davano appuntamento di incontrarsi e parlare; in alcuni casi si trattava di familiari distanti tra loro migliaia di chilometri, che usavano appunto la chat per fare piccole riunioni di famiglia virtuali.
Gli utenti più smaliziati, una esigua minoranza, riuscivano a parlare tra loro uscendo da quel canale e incontrandosi in canali provvisori, ma la stragrande maggioranza degli utenti, invece del sospirato incontro con amici e parenti lontani, si ritrovavano oggetto di comportamenti che possono essere assimilati alle tristezze avvenute a Bolzaneto.
Espulsi arbitrariamente dal canale (che, visto il nome, #Italia appunto, era il punto di incontro convenuto per definizione) si ritrovavano spersi per la rete, impossibilitati (dalla loro scarsa perizia) ad incontrare le persone con cui intendevano parlare.
In moltissimi canali di chat avveniva, e tuttora avviene, questo triste teatrino dispotico, con utenti ridotti controvoglia al rango di ossequianti sudditi dei despotucci da strapazzo pur di riuscire a incontrare le persone con cui si davano appuntamento.
Ma vedere accadere quello schifo in un canale che porta il nome dello stato in cui vivo, mi ha fatto sempre male.
Sacrosanti, quindi, per me, tutte le operazion di sabotaggio della mal usata autorità dei moderatori di quel canale, di quel tipo di operatori.
Scusate l’OT, le tre lettere “IRC” associate a “Takeover” mi hanno fatto tornare alla mente alcuni anni della mia vita, molto istruttivi nel conoscere i meandri reconditi, positivi ma soprattutto negativi, della natura umana.
La chat è un microcosmo basato su una piattaforma tecnologica, ma sbaglia chi pensa che per questo motivo i rapporti umani che vi nascono siano completamente diversi rispetto ai rapporti umani tradizionali: è una piattaforma tecnologica usata da PERSONE, e l’anonimato che ne deriva permette ad esse di tirar fuori il loro peggio (e, per fortuna, in rari casi, il loro meglio) in maniera più facile rispetto ad un rapporto tradizionale.
Nella chat si riesce a capire cosa sarebbe in grado di fare, nella vita reale, una certa tipologia di persone se avesse garantita l’immunità totale circa l’utilizzo delle briciole di POTERE che essere moderatori assicura.
about 1 year ago
Nessun OT solo una storia di vita vissuta
Ho letto il tuo commento con (quasi) una lacrimuccia …